sabato 13 febbraio 2021

Un solo corpo, tante identità

Il disagio di fronte ad una realtà che non ci piace e nella quale non ci sentiamo a posto, mai, specie in un momento folle come quello che stiamo vivendo è qualcosa al quale tutti reagiamo cercando evasioni, che siano con la fantasia o con la pratica effettiva è secondario; 

ogni generazione ha il suo peculiare modo, e ogni generazione ha scelto il proprio media d'elezione per fare queste fughe... se ci pensiamo, se per le generazioni del boom era tipico rifugiarsi in un libro o in un film, che spesso cambiava letteralmente il proprio modo di pensare e vedere le cose, per noi generazione x è cominciata l'esplorazione di mondi altri, che non avessero nemmeno la parvenza di una esistenza fisica: ricordate quanta passione abbiamo messo nella creazione di second life, e nella costruzione di avatar che ci lasciassero liberi di spogliarci delle maschere nelle quali ci sentivamo intrappolati dalla società, e padroni di creare e vivere nuove identità, e cosa erano, se non esplorazioni di mondi altri, le nostre prime e sempre più coinvolte partite ai videogiochi, nei quali ritrovavamo corpo alle fantasie che prima non riuscivamo a trovare rappresentate, se non in forma accennata, e non sempre adeguata?

per i millenials ( o generazione Y, come vi piace di più), infatti, la partenza dal mondo digitale diventava qualcosa di più e di altro che semplice fatto ludico, e i sims erano veri e propri specchi nei quali riflettersi e sentirsi finalmente padroni di un mondo

la generazione z, invece, dà per scontato il mondo digitale (la ormai trita definizione di nativi digitali..), e sceglie innanzitutto di autorappresentarsi: sentono, i nostri ragazzi, di aver bisogno di essere visti, ma con una regia vera e propria, rappresentandosi in delle storie che possano essere riferimento comune, fonte di ispirazione, simbolo di capacità di successo legata all'immagine giusta...la rete, per loro, è davvero come l'acqua per i pesci, e si stupiscono del nostro stupore. Tuttavia, la rete non è certo il paradiso, e dobbiamo essere capaci di dare sempre ai nostri ragazzi gli strumenti per affrontare in maniera consapevole la navigazione...in questa settimana, abbiamo infatti celebrato il safer internet day, e in molti tra noi si sono chiesti come poter affrontare il discorso con i ragazzi senza sembrare elefanti che pretendano di spiegare ai topolini come rosicchiare il formaggio...da questo punto di vista, condividiamo come sempre con voi le esperienze positive: innanzitutto il nostro amato manifesto della comunicazione non ostile, che non a caso inizia proprio con "Virtuale è reale", creato com'è da persone che quei mondi li hanno esplorati a fondo, e sono ottimi spunti per iniziare attività in aula (o online, in dad, nel frattempo le loro attività sono state aggiornate al tempo della dad...)

Martedì  abbiamo partecipato con le terze al seminario online sulle fake news di generazioni connesse, ed è stato molto molto interessante notare come l'educazione tra pari (il seminario era condotto da ragazzi delle superiori) sia un canale ottimo, di condivisione e anche un modo per proiettarsi nel futuro.

Il grado di consapevolezza di sé stessi e del proprio "successo" viene molto mediato dal successo che si ha  online  E' un gioco di rispecchiamento di se', alla ricerca spasmodica di una identità che molte volte non è autentica, ma proiezione di un se' ideale.

In classe, abbiamo provato a proporre ai ragazzi un'attività che li facesse riflettere su quanto l’uso dello smartphone influenzi  i loro comportamenti e lo stare con gli altri

Quando abbiamo chiesto ai ragazzi quali fossero le situazioni e i momenti in cui l'uso dello smartphone fosse opportuno e quali no, annotando alla lavagna  le loro risposte in "va bene", "può anche andare", "non va bene"  hanno risposto in maniera ineccepibile. 

La realtà purtroppo è ben altra, infatti la proposta dell'attività era scaturita da un evento spiacevole accaduto in classe che aveva dimostrato l'esatto contrario: un uso del tutto inappropriato, anzi direi smodato dello smartphone.

Numerose domande sono aperte: perché per essere me stesso, devo attraversare il cyberspazio? e come devono essere equipaggiati i nostri ragazzi e ragazze per evitare di  disgregarsi e frantumare la propria identità nel passaggio attraverso il caos della rete?








 crescita

venerdì 5 febbraio 2021

Dalla nostra parte: il tempo

L'esperienza della Didattica a distanza, la costrizione in casa, l'impossibilità di incontrare coetanei, probabilmente ha determinato un'immersione  totale e totalizzante nel mondo virtuale dei nostri ragazzi e ragazze!

I CONFINI tra quanto è reale e quanto è virtuale, appaiono sempre più sfumati e il passaggio dalle dinamiche della DAD a quelle del contesto d' aula in presenza è talvolta complesso e insidioso.

Siamo essere umani e solo questo basta a capire che siamo un mix di emozioni, istinto, razionalità, non funzioniamo semplicemente con uno switch, non ci "accomodiamo" ai nuovi contesti semplicemente perché ci dicono di farlo o peggio per "immersione", ma impariamo a farlo attraverso l'esperienza e l'educazione.

TORNARE in quella che fino al 5 marzo scorso, era il luogo d'elezione del creare gruppo per i ragazzi e le ragazze, non è stato così scontato come immaginavamo, non è stato un tornare a "vecchie e consolidate abitudini" piuttosto un buttarsi giù senza paracadute.

DIAMO A NOI STESSI E A LORO DEL TEMPO

FORNIAMO STRUMENTI PER RIFLETTERE SULLA DIFFERENZA DI QUANDO CI INCONTRAVAMO IN DAD, DOVE OGNUNO VALICAVA IL CONFINE DELL'ALTRO (entrando nel privato, nelle case, nell'intimo...) e adesso che condividiamo uno spazio nel quale dobbiamo stare tutti insieme e stare bene, imparando a rispettare il confine dell'altro.

Non ci sono ricette magiche per realizzare tutto questo, ma solo la fatica quotidiana della condivisione, e la voglia di andare verso...

Un' esperienza significativa vissuta nelle nostre classi è stata quella di preparare un prospetto che focalizzasse il tempo trascorso con lo smartphone durante la giornata, i risultati sono stati oggetto di dibattito insieme ai ragazzi che a volte sono inconsapevoli di vivere in un continuum di vissuti virtuali.

La sfida o meglio, l'opportunità è quella di rendere consapevole una generazione che vive "ON LIFE" (cit.), IN CHE MODO ?

WORK IN PROGRESS

Vi segnaliamo questa interessantissima guida per Didattica Digitale integrata di EDIonlus

http://www.edionlus.it/la-scuola-onlife-guida-pratica-per-la-didattica-digitale-integrata/






venerdì 29 gennaio 2021

Andare verso non è questione di abbracci

 


 

 Andare verso non è questione di abbracci; è questione di esempio, di voglia, di disposizione.

Come abbiamo detto più volte, il docente è una guida, che mostra territori a lei/lui già conosciuti a bambini e ragazzi, per dargli modo di ripercorrerli anche da soli, successivamente. 

In molte regioni, questa settimana è stata quella del ritorno in presenza, sebbene per noi della Campania sia stato in forza di una sentenza del Tar, e non certo per specifico sforzo organizzativo dell'amministrazione regionale, che anzi ha preferito lasciare alle singole scuole la responsabilità di organizzare modi e tempi affidando a delle "raccomandazioni" quelle che invece speravamo fosse un piano organico e condiviso

Siamo tornati, dicevamo, pieni di voglia di rivedere dal vivo gli occhi dei nostri ragazzi, pieni di voglia di ascoltare quello che hanno da esprimere, generazione Z che nonostante sia indicata con l'ultima lettera dell'alfabeto, è la prima a dover crescere non solo inventandosi il futuro, ma a dover lottare anche per un presente non troppo angosciato; e per noi adulti? che scuola pensavamo di ritrovare? che dialogo volevamo riprendere? che ruolo volevamo darci? non siamo stati tutti contenti, di tornare fuori, in aule improvvisamente pericolose come potenziale quotidiano, e non più episodico..però siamo guide, e sebbene ovviamente anche per noi sia la prima volta che "esploriamo" una pandemia, non è certo ignoto, specie per noi del Sud, il compito di continuare lo stesso, come durante il terremoto, adattando alle circostanze orari, abitudini, comodità... 

Certo, ci ha messo tristezza la voglia di molti di iniziare, come tanti in questo Paese fermo con le quattro frecce, convinto che basti dare segnale apparente per giustificare la propria pigrizia, da una proibizione: per molti, la cosa importante è stata vietare ai ragazzi la pausa di merenda, chiedendo prima di tutto di rinunciare a qualcosa, come se non stessero già rinunciando quasi a tutto, in questi mesi; abbiamo pensato che in nome della sicurezza potevamo senza problemi dire ai ragazzi: state con noi per cinque ore di seguito, ma senza mangiare mai...come se a noi prima di accoglierci in doppi turni nelle scuole rimaste integre ci avessero chiesto di venire digiuni, o come se nell'affrontare un cammino, fosse la proibizione  di fare pause lungo il tragitto la cosa più importante da chiarire...

Poi però siamo entrati in classe, e abbiamo trovato ragazzi sorridenti, ragazzi spaventati, ragazzi tristi, e ci siamo riuniti, abbiamo parlato, cercato di aprire di nuovo le porte, provato a fargli tirare fuori quei pesi che hanno, ma a volte non sanno come dirlo, abbiamo provato a spiegargli che a volte, è bello anche piangere, insieme, perchè gli amici condividono tutto, mica solo le risate, e si rafforzano scambiandosi racconti, modi, nuove famiglie, perchè per i ragazzi la famiglia non è solo questione di sangue, ma di esperienze comuni, di età vicine, di voglie simili, o diverse, da esplorare l'un l'altro... Abbiamo trovato la vita, che pulsa ancora, e non sarà mica qualche divieto a fermare la loro voglia di tornare a camminare insieme 

 

 


 

domenica 24 gennaio 2021

Memoria del bene

 Troverò la forza di ricordare nello sguardo di ogni persona oppressa per il solo fatto di esistere, e ripeterò, perché non si sentano vittoriosi, mai:

Quelli sbagliati siete voi

Il male esiste, ma non è innato nell'uomo: quello che abbiamo di innato è la volontà, ma tanti preferiscono aderire alla volontà di chi pare superiore, e invece ha solo più forza nella propria volontà 

ma se abitueremo i nostri ragazzi all'idea che c'è sempre, da parte di singoli e di gruppi, altrettanta forza nella volontà positiva, cresceremo persone rispettose, non per timore ma per scelta

Coltivare la memoria non serve a cancellare quanto accaduto, ma ad instillare in ogni mente il dubbio, la possibilità di farsi delle domande.

Il tema della memoria e dell'Olocausto è un tema delicato da affrontare con i ragazzi e le ragazze, da maneggiare con cura

Di solito partiamo dalla lettura di albi illustrati, ad esempio uno meraviglioso è  " L'albero di Anne", da lettura di documenti, visione di filmati, di incontri con testimoni, che diventano sempre più preziosi, dato che il tempo passa...  e cerchiamo insieme di porci delle domande, e credeteci le domande dei ragazzi ti inchiodano nella loro semplicità, "Come è potuto accadere?, come hanno lasciato che accadesse?"

 questa, è la risposta più importante che dobbiamo loro

la libertà è nella scelta, la responsabilità è nel rendere in grado di scegliere, e non seguire...

 

 

dai lavori dello scorso anno: L'aspetto del creare .....dal punto di vista manuale









sabato 16 gennaio 2021

Firenze, o cara

 


 

 

 

 Nella storia, in particolare del nostro Paese, i momenti e i progressi migliori si raggiungono quando si pensa (e si agisce) come comunità.

Una comunità ha naturalmente a cuore, e si prende cura nel modo migliore di quello che rappresenta il proprio futuro: i bambini, i ragazzi e tutti i giovani che possano dare alla comunità in ragione di ciò che hanno ricevuto.

Una comunità è davvero tale, quando affida la guida a chi ritiene più capace, non se segue più o meno di malavoglia il pensiero del capo, che concede, in nome della protezione collettiva, pezzi di apparente libertà che invece nasconde il più facile immobilismo: chiudere alla frequenza in presenza è l'approccio più veloce e facile da gestire

La sfida sarebbe stata pianificare modelli organizzativi in grado di garantire una frequenza in reale sicurezza. utilizzando un pò d'immaginazione e creatività, già ascolto le obiezioni dei più che rispondono: ma come si fa? siete mai entrati in una scuola?  Certo che ci siamo entrati, anzi noi la viviamo sulla nostra pelle e sulla pelle dei nostri ragazzi.

Ci chiediamo il perché la soluzione più facile in Campania sia stata quella di chiudere: Punto.

Ci chiediamo perché presidi e docenti siano stati lasciati soli a lambiccarsi il cervello su 

argomenti e azioni che diciamo la verità, non era nemmeno di loro competenza.

E perché invece di fare proclami, non sono stati inviati nelle scuole esperti a supporto della progettazione di modelli e scenari altri?

Probabilmente nessuno risponderà a queste domande.

Adesso cosa resta? 

Ci siamo noi, comunità educante, e loro, i nostri ragazzi e ragazze.

Costretti a vivere un'emergenza che sta diventando la nostra quotidianità, e alla quale forse ci stiamo abituando o peggio ancora, rassegnando...

Ogni giorno quindi la domanda è: Da dove dobbiamo ripartire? Come fare non perdere la nostra ISPIRAZIONE?

Forse proprio da noi stessi

NOI NON CI ARRENDIAMO! vogliamo, in Campania, quello che in Toscana hanno già realizzato, anzi, vogliamo collegarci con loro, per imparare quello che secoli di mezzadria li ha abituati a fare: collaborare (tutti) per il bene della comunità 

Ps: con un abbraccio particolare a Iacopo Melio, che non vediamo l'ora di sapere guarito e all'opera in salti altissimi e ringraziamenti ad Alessandra Nardini, per aver dimostrato, da giovane donna impegnata, che ciò che ricevi, lo vuoi rendere, alla tua comunità

sabato 9 gennaio 2021

Storie intorno al focolare elettronico

https://soundcloud.com/user-42254042/michele

https://soundcloud.com/user-42254042/zaino-di-michele-2-ottobre 


 L'inverno è il tempo del raccoglimento e dell'attesa; se la terra, inzuppata dalla pioggia, si raccoglie a proteggere i semi in attesa del loro sviluppo, anche a noi tocca raccoglierci ed attendere, in questo inverno ombroso che sembra allungarsi, invece che mostrare più luce

Possiamo però, usare il focolare elettronico della rete, per scambiare storie, che ci aiutino, ci ispirino, ci trasmettano, ci formino... 

A cosa serva leggere ad alta voce in una classe lo ha detto perfettamente una collega che molti di noi stimano e seguono (qui di seguito trovate il link al suo blog, dove presenta proprio una serie di attività da mettere in atto con i ragazzi: http://dragoniprof.blogspot.com/); a noi piace condividere con voi il piacere di ascoltare, e la voglia travolgente che prende chiunque ascolti una storia, di continuarla e cercarla per poterla leggere per conto proprio. 

Abbiamo pensato di riproporre, da qui, un'attività che abbiamo fatto in passato nelle aule, per spingere anche i ragazzi meno appassionati a leggere, e a parlarne, dopo aver letto; 

partiamo da un libro che per noi è una vera e propria garanzia, e che ha sempre "agganciato" anche i ragazzi più cinicamente lontani dalla lettura... si tratta di una raccolta di lettere 

"Ciao, tu", tenuto da due degli autori più bravi di letteratura per ragazzi: Beatrice Masini e Roberto Piumini. 

Per gli alunni di seconda e terza media sarà un modo di ritrovarsi, e di sentire meno forte la solitudine, e la sensazione di calma trasmessa dall'ascolto di voci che leggono per te, siamo sicuri servirà, come quando da piccoli li aiutavamo a scivolare nel sonno senza paure, mentre li accompagnavamo con fiabe e favole. 

La lettura ad alta voce dell'insegnante, anche a distanza, serve ad entrare in un testo, immergendosi nell'ascolto, catalizzando l'attenzione e lasciando liberi i ragazzi di immaginare, superando anche le eventuali difficoltà di lettura, crea comunità, e il focolare elettronico intende momentaneamente sopperire al cerchio di lettura.

"Ciao, tu" (Indovinami, scoprimi, sappimi) letto a due voci, trasporta chi ascolta nel mondo di Michele e Viola, che pian piano sveleranno aspetti inediti di loro stessi attraverso una serie di lettere e indizi, fino a condurli a...no spoiler 

Buon ascolto

https://soundcloud.com/user-42254042/zaino-di-michele-2-ottobre

https://soundcloud.com/user-42254042/michele




venerdì 1 gennaio 2021

Innumerevoli domani

Inizia un nuovo anno, che porta con sé l'idea di rinnovamento, e già questo sembra un buon auspicio; è iniziata la campagna di vaccinazione europea, ...il tunnel è ancora lungo, ma davvero pare di vedere un barlume di luce, in fondo

Noi siamo abituati, a creare e costruire, ogni giorno: non sappiamo quanti di voi ci hanno mai pensato, ma gli insegnanti sono, insieme a medici e magistrati, la categoria di lavoratori che hanno il maggior impatto sulla vita delle altre persone; la differenza sta nel fatto che medici e magistrati agiscono per riparare e correggere qualcosa che già esiste, mentre noi contribuiamo a costruire la personalità, i modi di stare con gli altri, il modo di articolare i pensieri stessi. Siamo guide, per i ragazzi, in territori che ci piace mostrargli per indicare l'orizzonte infinito delle possibilità, e per incoraggiare le loro facoltà di scelte, che davvero ci rendono donne e uomini liberi e completi

Abbiamo voglia di riprendere questo cammino, e siamo pronti a ripartire conducendo in gruppo i ragazzi, senza troppo timore che non sia la voglia fin troppo presente e pressante che vediamo già di tornare alla vita di prima, compresi tutti i confini, che invece hanno senso solo se sono una frontiera da spostare sempre, più in avanti e più in alto.

Noi siamo "inconsapevoli" costruttori di futuro, e anche se oggi sembra difficile immaginare da qui a una settimana, continuiamo a farlo ciascuno a suo modo, a volte la strada non è tracciata ma prende forma nelle relazioni che instauriamo nel cammino stesso, si sostanzia nei gesti e nella cura che dedichiamo ad essa e a quelli che incontriamo.

La strada, quando ci mettiamo "in viaggio", non la conosciamo e forse "non c'è" ma sappiamo che va tracciata  e percorsa, a dispetto della paura,  perché la strada è possibilità e apertura al nuovo.

A volte agiamo per intuizione, altre per ispirazione, altre ancora perché leggiamo un bisogno, ma intraprendere il viaggio insieme è necessario, perché la strada che costruiamo apre a "innumerevoli domani" e alla speranza.

Ringraziamo Francesca Postiglione, "incontro fortunato" che ha contribuito con la sua scienza ad ampliare i nostri orizzonti, che oggi ci ha "donato " questa poesia e ci ha fatto riflettere sul senso più profondo dell'essere docente.


         "La strada non c'è.

Da qui in poi, speranza.

Mi manca il respiro,

da qui in poi, speranza.

Se la strada non c'è,

la costruisco mentre procedo.

Da qui in poi, storia.

Storia non come passato,

ma come tutto ciò che è.

Dal futuro,

dai suoi pericoli,

alla mia vita presente,

fino all'ignoto che segue,

all'oscurità che segue.

Oscurità 

è solo assenza di luce.

Da qui in poi, speranza.

La strada non c'è.

Perciò 

la costruisco mentre procedo.

Ecco la strada.

Ecco la strada, e porta con sé, impeccabili, 

innumerevoli domani".

(Ko Un)





Facciamo rumore

         Facciamo rumore , per ogni donna che muore facciamo rumore , perché morire a vent'anni è uno scandalo assoluto,  ma  anche aves...