domenica 22 maggio 2022

L'anno in cui diventammo adulti

 

 


 

 Nel nostro viaggio, ci sono tappe che incidono sulla carne viva della coscienza: dopo, 

siamo e ci sentiamo diversi, più adulti.

Alcuni sono fatti gioiosi, altri dolorosi; alcuni sono privati (anche se vissuti da tanti) altri sono

collettivi e ci definiscono come popolo

Nel 1992 molti di noi erano già grandi, anagraficamente, ma è in quell'anno terribile che, 

come popolo e come cittadini diventammo definitivamente adulti.

L'esplosione di un pezzo di autostrada, per fermare definitivamente la vita e l'azione di 

Giovanni Falcone (e di Francesca Morvillo, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, Vito Schifani, 

che con ruoli diversi davano ulteriore forza allo spirito e all'azione di uno dei più grandi 

magistrati di sempre)

rappresenta, per tutti noi italiani, l'inizio della consapevolezza. 

Capimmo definitivamente quanto i diversi gruppi di potere che da sponde diverse succhiano 

la linfa dell'albero del nostro Stato, fossero pronti, da perfetti parassiti, a collaborare senza 

problemi e scrupoli per aumentare sempre la loro forza; capimmo, e avemmo le prove (per 

parfrasare un grande profeta, come Pier Paolo Pasolini). 

Questo fece montare in tutti una rabbia incontenibile, come incontenibile era lo sdegno della 

povera Rosaria Costa, che in una cattedrale mai così casa del dolore, diceva il suo quieto 

sdegno di credente in cerca di cambiamento, vero, di quelle persone che le avevano tolto il 

compagno, e il padre di suo figlio. Poi, venne nel pieno dell'estate il completamento di quella

oscena alleanza di grumi di potere, e anche Paolo Borsellino (e Agostino Catalano, 

Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina) divennero vittime di 

questa stretta di mani tra pezzi dello Stato e pezzi di mafia. E' in quella estate senza gioia 

che diventammo 

TUTTI adulti, e decidemmo una volta per tutte che non avremmo più creduto, ma solo 

continuato a cercare le persone in grado di rappresentare in modo degno il potere 

parlamentare e quello esecutivo. Ancora cerchiamo, con ostinata tenacia, gli attori in grado 

di cambiare il cammino del nostro Paese, e anche se in troppi tra noi, hanno ceduto al 

fascino del complottismo che fa vedere segreti ovunque, anche dove c'è semplice e banale 

incapacità, continuiamo a cercare, anche per omaggiare nel modo migliore il sacrificio di

quegli uomini e donne che sentiamo vicini, anche se non li vediamo tra noi

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