Nel nostro viaggio, ci sono tappe che incidono sulla carne viva della coscienza: dopo,
siamo e ci sentiamo diversi, più adulti.
Alcuni sono fatti gioiosi, altri dolorosi; alcuni sono privati (anche se vissuti da tanti) altri sono
collettivi e ci definiscono come popolo
Nel 1992 molti di noi erano già grandi, anagraficamente, ma è in quell'anno terribile che,
come popolo e come cittadini diventammo definitivamente adulti.
L'esplosione di un pezzo di autostrada, per fermare definitivamente la vita e l'azione di
Giovanni Falcone (e di Francesca Morvillo, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, Vito Schifani,
che con ruoli diversi davano ulteriore forza allo spirito e all'azione di uno dei più grandi
magistrati di sempre)
rappresenta, per tutti noi italiani, l'inizio della consapevolezza.
Capimmo definitivamente quanto i diversi gruppi di potere che da sponde diverse succhiano
la linfa dell'albero del nostro Stato, fossero pronti, da perfetti parassiti, a collaborare senza
problemi e scrupoli per aumentare sempre la loro forza; capimmo, e avemmo le prove (per
parfrasare un grande profeta, come Pier Paolo Pasolini).
Questo fece montare in tutti una rabbia incontenibile, come incontenibile era lo sdegno della
povera Rosaria Costa, che in una cattedrale mai così casa del dolore, diceva il suo quieto
sdegno di credente in cerca di cambiamento, vero, di quelle persone che le avevano tolto il
compagno, e il padre di suo figlio. Poi, venne nel pieno dell'estate il completamento di quella
oscena alleanza di grumi di potere, e anche Paolo Borsellino (e Agostino Catalano,
Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina) divennero vittime di
questa stretta di mani tra pezzi dello Stato e pezzi di mafia. E' in quella estate senza gioia
che diventammo
TUTTI adulti, e decidemmo una volta per tutte che non avremmo più creduto, ma solo
continuato a cercare le persone in grado di rappresentare in modo degno il potere
parlamentare e quello esecutivo. Ancora cerchiamo, con ostinata tenacia, gli attori in grado
di cambiare il cammino del nostro Paese, e anche se in troppi tra noi, hanno ceduto al
fascino del complottismo che fa vedere segreti ovunque, anche dove c'è semplice e banale
incapacità, continuiamo a cercare, anche per omaggiare nel modo migliore il sacrificio di
quegli uomini e donne che sentiamo vicini, anche se non li vediamo tra noi

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