venerdì 8 aprile 2022

Una persona alla volta

 

 


 

 

La scuola dovrebbe essere il luogo della cura,

cura della mente, cura dell'anima, cura del cuore

tante, anzi troppe volte, finisce invece per etichettare, incasellare, sminuire

La scuola è spazio dove simulare la vita di domani,

un grande gioco che nel futuro ci avrà insegnato a saltare le caselle sbagliate

e a trovare riparo in quelle giuste.

E questo continuo lavoro di semina, che porta noi adulti ad arare 

terreni impervi, pieni di sassi, ma potenzialmente fertili,

è una continua scommessa prima di tutto con noi stessi...

Eh si, perché a volte ci scoraggiamo, ci scontriamo con mille difficoltà,

e la barra del timone è difficile da tenere salda!

Dovremmo cominciare, come diceva Gino Strada,

da una persona alla volta, una ragazza, un ragazzo per volta

cercando di costruire insieme ricordi belli, e idee brillanti, e dialoghi, specialmente, che

quando sei adolescente e sali e scendi nella navicella dell'umore e dell'assoluto, vuoi

innanzitutto che qualcuno ti ascolti e magari ti rassicuri, dicendoti che sì, va tutto bene

se le prime carezze le vuoi dedicare a chi più ti somiglia, invece che a chi pare più forte

e sì, va tutto bene se alcune mattine esci di corsa, e altre non vorresti scendere dall'isola letto

e cercando di fare che anche nei momenti scuri, opachi ci ricordiamo che una persona non è 

un voto, e che quelli che mettiamo sono valutazioni dei loro sforzi, non giudizi e se vogliamo 

davvero lasciare un segno del nostro passaggio, sta in ciò che abbiamo ispirato in questi 

ragazzi e ragazze, e se riusciamo a far filtrare la bellezza di un verso, di una pagina, di un 

avvenimento, di un'opera, di un'equazione (anche la matematica è splendida, a capirla...) 

avremo salvato non solo una persona, ma seminato una quercia




1 commento:

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