La scuola dovrebbe essere il luogo della cura,
cura della mente, cura dell'anima, cura del cuore
tante, anzi troppe volte, finisce invece per etichettare, incasellare, sminuire
La scuola è spazio dove simulare la vita di domani,
un grande gioco che nel futuro ci avrà insegnato a saltare le caselle sbagliate
e a trovare riparo in quelle giuste.
E questo continuo lavoro di semina, che porta noi adulti ad arare
terreni impervi, pieni di sassi, ma potenzialmente fertili,
è una continua scommessa prima di tutto con noi stessi...
Eh si, perché a volte ci scoraggiamo, ci scontriamo con mille difficoltà,
e la barra del timone è difficile da tenere salda!
Dovremmo cominciare, come diceva Gino Strada,
da una persona alla volta, una ragazza, un ragazzo per volta
cercando di costruire insieme ricordi belli, e idee brillanti, e dialoghi, specialmente, che
quando sei adolescente e sali e scendi nella navicella dell'umore e dell'assoluto, vuoi
innanzitutto che qualcuno ti ascolti e magari ti rassicuri, dicendoti che sì, va tutto bene
se le prime carezze le vuoi dedicare a chi più ti somiglia, invece che a chi pare più forte
e sì, va tutto bene se alcune mattine esci di corsa, e altre non vorresti scendere dall'isola letto
e cercando di fare che anche nei momenti scuri, opachi ci ricordiamo che una persona non è
un voto, e che quelli che mettiamo sono valutazioni dei loro sforzi, non giudizi e se vogliamo
davvero lasciare un segno del nostro passaggio, sta in ciò che abbiamo ispirato in questi
ragazzi e ragazze, e se riusciamo a far filtrare la bellezza di un verso, di una pagina, di un
avvenimento, di un'opera, di un'equazione (anche la matematica è splendida, a capirla...)
avremo salvato non solo una persona, ma seminato una quercia

Grazie!
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